Bonifiche e smaltimento amianto

L’amianto è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Si ottiene a seguito di un’attività estrattiva, e il suo nome deriva dalla parola Asbesto che tradotto significa “Che non si spegne mai”.

L’amianto, possiede delle eccellenti proprietà tecnologiche, è stato da sempre usato nell’industria e nell’edilizia in grande quantità e per i più svariati impieghi.

Nelle sue varie forme, è stato impiegato per:
– Isolamento termico e/o acustico, guarnizioni, ect., come amianto in fibre, sotto forma di lastre, coppelle, pannelli, feltri, amianto applicato a spruzzo, etc.
– Coperture, panellature, tubazioni, contenitori, etc., come amianto-cemento (Eternit ®).
– Piastrelle e rivestimenti, etc., come amianto-vinile (Linoleum ®).
– Materiale filtrante nell’industria chimica, farmaceutica, alimentare.

Dagli anni ‘50 è noto che l’esposizione a fibre di amianto aerodisperse è gravemente nociva alla salute. Di conseguenza, nonostante le eccellenti caratteristiche tecniche ed economiche dell’amianto, il suo impiego è stato gradualmente assoggettato a regole sempre più rigorose.

Se il materiale viene danneggiato per interventi di manutenzione o per vandalismo, si verifica un rilascio di fibre che costituisce un rischio.

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FAQ Amianto:

Individuo dell'amianto: cosa devo fare?
Chiama Turco Costruzioni Srl, siamo specializzati in rimozione e smaltimento amianto e sapremo indicarti le migliori soluzioni da adottare. La nostra azienda ha avuto il permesso da parte degli organismi competenti.
Inoltre i nostri operatori hanno seguito particolari corsi e hanno acquisito la necessaria esperienza per operare nella maggior parte delle condizioni in cui interventi del genere si rendono necessari. Le operazioni di smaltimento, sono effettuate sempre sotto il controllo degli enti sanitari locali a cui appartengono i diversi permessi e documentazioni necessarie.
Devo denunciare e rimuovere la presenza di materiali contenenti amianto?
La bonifica si rende necessaria solo quando le condizioni dell’amianto o dei suoi composti sono tali da costituire un pericolo per chi si trova nelle vicinanze. Per legge c’è l’obbligo di comunicare alla propria ASL competente i dati relativi alla presenza di amianto, come stabilito dall’articolo 12 comma 5 della legge 257/92. L ’ASL a questo punto provvederà al censimento e alla valutazione del rischio che consiste nell’individuare la pericolosità del manufatto e di valutarne il rischio di deterioramento.
Come avviene la bonifica dall'amianto?
La tecnica da impiegare è dettata oltre che da considerazioni specificamente fisico-tecniche, anche dal fattore economico. L’intervento di bonifica dall’amianto tende ad essere effettuato con quella tecnica che a fronte di una data situazione è in grado di assicurare un accettabile affidabilità e durata degli effetti dell’intervento di bonifica amianto, assieme alla migliore ottimizzazione dei costi che è possibile ottenere.

Tutte le tecniche attualmente utilizzate per la bonifica amianto, garantiscono, se impiegate a proposito e ben effettuate, una ottima affidabilità e durata. Ve ne sono alcune in un certo senso “più radicali”, ma i cui costi non sono talvolta giustificati.
Per questo la scelta di bonifica amianto da adottare è decisa essenzialmente in base a tre fattori:

- situazione ambientale e del manufatto da bonificare,
- durata dell’effetto di bonifica (e frequenza dei relativi controlli periodici)
- ottimizzazione dei costi.

Gli addetti alla bonifica dell’amianto valutano la condizione del materiale a livello visivo: delle coperture o delle altre componenti in fase di deterioramento avanzato possono essere facilmente riconosciute anche semplicemente a vista, presentandosi in alcuni punti consumate e molto rovinate. In seguito, si dovrà valutare la quantità di particelle rilasciate nell’ambiente dall’amianto stesso, installando in zona una serie di macchinari appositi e consultando i risultati rilevati in diverse ore della giornata.
Lo spettrofotometro, ad esempio, è uno dei congegni più utilizzati dalle imprese che operano nel settore della bonifica dell’amianto, essendo in grado di rilevare con alta precisione l’I.R., ovvero l’indice di rilascio di particelle nell’atmosfera.
Per un’analisi approfondita del livello di pericolosità di una componente in amianto inoltre gli esperti rilevano dalla struttura dei piccoli campioni, in modo da poterli analizzare nel dettaglio in laboratorio. Ovviamente si deve successivamente intervenire in tempi celeri per risanare il punto da cui è stato prelevato il campione con delle adeguate tecniche di bonifica, ovvero con metodologie di incapsulamento o di altro trattamento. Infine gli operatori sono tenuti a redigere la scheda tecnica di prelievo, in cui vengono specificati tutti gli aspetti rilevati utili ai fini della valutazione finale sulla pericolosità della zona. Inutile dire che i lavoratori devono operare in ogni fase utilizzando tutte le attrezzature ed i dispositivi di sicurezza utili per scongiurare ogni rischio per la salute, ovvero maschere, guanti a polsino chiuso, tute speciali e quant’altro previsto dalle normative vigenti.

Quali sono i rischi per l'uomo?
Il rischio principale per l’uomo è legato alla possibilità di inalare le particelle rilasciate nell’ambiente da questo materiale.
Il deterioramento dell’amianto, implica in molti casi una sfaldabilità delle strutture, le quali disperdono nell’aria, appunto, delle pericolose particelle.
Le fibre di asbesto penetrano attraverso le vie respiratorie, in base alla loro lunghezza (fino a 50 μm) e al loro diametro: le fibre con diametro inferiore a 0,5 μm possono raggiungere gli alveoli polmonari. Le fibre depositate causano attivazione del sistema immunitario locale e provocano una reazione infiammatoria da corpo estraneo. I macrofagi fagocitano le fibre e stimolano i fibroblasti a produrre tessuto connettivo: conseguenza di ciò è lo sviluppo di una fibrosi interstiziale. Le fibre raggiungono inoltre la pleura, esercitando anche in questa sede la loro azione fibrogena e cancerogena.
Bonifica e smaltimento: Quale Scegliere?

Lo smaltimento non è; sempre obbligatorio ma lo diventa quando lo stato dei manufatti in amianto è tale da compromettere la tenuta dei materiali, cosa che può; determinare la fuoriuscita di particelle di amianto che vengono disperse nell’aria.
Per bonifica dell’amianto si intende infatti la messa in sicurezza dei manufatti matenendoli su luogo ove essi si trovano. Esistono più di una tecnica di bonifica, la più comune è l’incapsulamento, che consiste nel coprire i manufatti con prodotti che creano attorno ad essi una sorta di manto protettivo che impedisce alle fibre di amianto di disperdersi nell’aria.
Per smaltimento si intende invece la demolizione vera e propria dei manufatti (senza però la rottura di questi, ma solo il loro smontaggio) e il trasporto in discarica, ove vengono definitivamente collocati.
Ci sono incentivi per lo smaltimento?
Con lo stop al Quinto Conto Energia (dal 6/7/2013 col raggiungimento del tetto massimo di costo cumulato annuo) il DL 63/2013 per la manutenzione e ristrutturazione edilizia è diventata la normativa di riferimento per beneficiare di agevolazioni all’installazione di Impianti Fotovoltaici e per lo smaltimento/bonifica dell’amianto, con la proroga al 31/12/2013 della detrazione IRPEF del 50 % sulle spese di ristrutturazione edilizia su edifici residenziali con l’IVA agevolata al 10%.
Le novità ora introdotte dalla Legge di Stabilità 2014 hanno concesso una nuova proroga dell’agevolazione del “Bonus Ristrutturazioni 50%” e dell’”Ecobonus 65%” al 31 dicembre 2014.

A chi spetta la detrazione?

- Proprietari o nudi proprietari;
- locatari o comodatari;
- soci di cooperative divise e indivise;
- titolari di diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
- soggetti indicati nell’articolo 5 del Tuir (testo unico imposte sui redditi), che producono redditi in forma associata (società  semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati, imprese familiari), alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali;
- familiari conviventi (coniuge, parente fino al terzo grado, affine fino al secondo grado), purché sostenga le spese e siano a lui intestati bonifici e fatture.

In caso di contratto preliminare di vendita (compromesso), l’agevolazione spetta all’acquirente se ha preso possesso dell’immobile, esegue gli interventi a proprio carico, è stato registrato il compromesso. Chi esegue in proprio i lavori può chiedere l’agevolazione sulle spese di acquisto dei materiali. Caso particolare: la detrazione spetta anche a chi acquista un’abitazione nel caso in cui sull’intero immobile siano stati fatti lavori di ristrutturazione terminati entro i sei mesi precedenti. In questo caso non si calcola sui lavori eseguiti, ma su un importo forfettario pari al 25% del prezzo di vendita o di assegnazione. Non è necessario pagare tramite bonifico.

Interventi agevolabili
Di manutenzione straordianaria, restauro conservativo, ristrutturazione edilizia: sia sulle parti comuni sia nelle singole unità immobiliari. Di manutenzione ordinaria solo se riguardano parti comuni di edifici.
Altri: ripristino dell’immobile danneggiato da eventi calamitosi (introdotta dal Salva Italia), realizzazione box o posti auto, eliminazione barriere architettoniche (anche ascensori e montacarichi), tecnologie per favorire la mobilità dei portatori di handicap (articolo 3, comma 3, legge 104/1992), bonifica amianto, sicurezza, cablatura degli edifici.

Spese agevolabili

- progettazione e prestazioni professionali connesse;
- prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento;
- messa in regola degli edifici ai sensi del DM 37/2008 – ex legge 46/90 (impianti elettrici) e delle norme Unicig per gli impianti a metano (legge 1083/71);
- acquisto materiali;
- compensi (relazione di conformità dei lavori alle leggi vigenti, perizie e sopralluoghi);
- imposte (IVA, di bollo e diritti pagati le concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori);
- oneri di urbanizzazione;
- altri eventuali costi collegati alla realizzazione di interventi o adempimenti stabiliti dal regolamento di attuazione degli interventi agevolati (decreto n. 41/1998).
- Sono escluse le spese di trasloco e custodia dei mobili durante i lavori.

Adempimenti
Bisogna indicare in dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione. Ricordarsi di conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011:

- comunicazione all’Asl;
- fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute;
- ricevute dei bonifici di pagamento, domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito);
- ricevute di pagamento IMU;
- delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
- dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile;
- abilitazioni amministrative (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Importante: dal 14 maggio 2011 sono soppressi gli obblighi di invio della comunicazione di inizio lavori all’Agenzia delle Entrate e quello di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori. I pagamenti devono sempre essere effettuati con bonifico, bancario o postale: banche e poste operano, all’atto del pagamento, una ritenuta del 4% come acconto dell’imposta dovuta dall’impresa che effettua i lavori (fanno eccezione i pagamenti ai Comuni). Per quanto riguarda il Bonus Mobili è possibile pagare anche con carta di credito e bancomat. (Fonte pmi.it)

Esiste una normativa sull'amianto?
Ci sono diverse leggi che regolano le responsabilità dei proprietari e locatari di immobili e dei datori di lavoro. Per i proprietari, la legge prevede che le persone siano protette da danni e pericoli concernenti l’immobile. Nel caso di amianto pericoloso, il proprietario dell’immobile ha in carico il compito di provvedere alla sua rimozione o bonifica. Anche il locatore di un immobile, oltre a essere tenuto a consegnare e a mantenere l’immobile in uno stato appropriato all’uso di destinazione, può essere soggetto alla richiesta di danni da parte del locatario, qualora questi si debbano a sue omissioni. Anche i datori di lavoro di chi opera in ambienti contenenti amianto e composti hanno a loro carico una serie di obblighi riguardo alla tutela dei loro dipendenti. In particolare i costruttori impegnati in lavori di costruzione, rinnovo o demolizione, qualora si sospetti la presenza di amianto pericoloso, hanno l’obbligo di accertarne lo stato di conservazione e di procedere se necessario alla relativa messa in sicurezza. Nel caso si decida di non rimuovere l’amianto in questione, si dovrà procedere alla sua segnalazione, contrassegnandolo o annotandone la presenza nei documenti di costruzione, in modo che i responsabili di successivi lavori edilizi ne conoscano la presenza e possano prendere le dovute misure cautelative.

Riferimenti di Legge:
La prima normativa comunitaria che riguarda, in modo specifico, la protezione dei lavoratori verso l’esposizione alle fibre di amianto, risale al 1980 (dir. 80/1107/CEE) (3).
In Italia, questa tendenza è stata portata all’estremo. Con legge 27 marzo 1992, n° 257 (16) «Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto» è stata vietata ogni forma di utilizzazione.
1) D.Lgs. n 277 del 15.08.1991
2) Legge Ordinaria del Parlamento n. 257 del 27.03.1992 che contiene le norme relative alla cessazione dell’impiego di amianto.
3) D.M. del 06.09.1994 detta le norme per l’effettuazione della valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e la bonifica del materiale contenente amianto (MCA) con una serie di indicazioni tecniche per la messa in sicurezza delle strutture di uso civile e industriale
4) D.Lgs. n. 626 del 19.09.1994 e successivo D. Lgs. 81/08 per la sicurezza dei lavoratori
5) D.Lgs. n. 114 del 17.03.1995;
6) D.Lgs. n. 242 del 19.03.1996;
7) D.Lgs. n. 494 del 14.08.1996;
8) D.Lgs. n. 22 del 05.02.1997;
9) D.Lgs. n. 389 del 08.11.1997;
10) D.M. n. 145 del 01.04.1998;
11) D.M. n. 148 del 01.04.1998;
12) D.Lgs. n. 359 del 04.08.1999;
13) D.M. del 20.08.1999;
14) D.Lgs. n. 528 del 19.11.1999;
15) Dir.Min. Amb. Del 09.04.2002;
16) Deliberazione del 30.03.2004;
17) D.M. n. 248 del 29.07.2004;
18) D. Lgs. n. 257 del 25 luglio 2006 introduce nuove procedure operative e le misure di prevenzione per la tutela della salute dei lavoratori esposti all’amianto ed attua nuove norme europee relative alla protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto durante il lavoro D. Lgs. 81/2008.

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